La campagna Stop Surrogacy Now parte oggi

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media@stopsurrogacynow.com

Stop Surrogacy Now riunisce un gruppo di persone, provenienti da tutto il mondo, di origini etniche e di convinzioni religiose e culturali diverse, che si oppongono allo sfruttamento delle donne e al traffico umano di bambini attraverso la pratica della gestazione per altri (GPA), detta anche maternità surrogata o utero in affitto.

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Con il supporto di 16 organizzazioni e di oltre 100 singoli firmatari da 18 paesi, Stop Surrogacy Now chiede di riconoscere che la maternità surrogata sfrutta le donne (in molti casi povere ed emarginate), pagate per portare in grembo un bambino. Spesso queste donne sono soggette a coercizione, condizioni di vita indigenti e al di sotto degli standard, con scarsa cura della salute. Inoltre la maternità surrogata comporta molti rischi per la salute a breve e lungo termine. Molte madri surrogate vivono come persone “a contratto” con un monitoraggio 24 h su 24 della “proprietà” all’interno dei loro grembi.

Stop Surrogacy Now denuncia il fatto che i bambini concepiti attraverso maternità surrogata siano controllati per la loro qualità, sottoposti a selezione di sesso, abbandono a causa di disabilità o semplicemente per cambio di idea da parte dell’acquirente. I bambini prodotti attraverso maternità surrogata sono oggetti di contratto nonché prodotti di un potere contrattuale iniquo e di un mercato non regolamentato. Molto spesso, questi bambini prodotti commercialmente vivono sulla loro pelle l’improvviso e totale distacco del legame naturale tra madre e figlio e sono intenzionalmente deprivati del contatto e della conoscenza di uno o di entrambi i genitori biologici, in diretta violazione della Dichiarazione dei Diritti dell’Infanzia.

I firmatari della petizione Stop Surrogacy Now richiedono la cessazione totale della pratica della gestazione per altri, al fine di proteggere le donne e i bambini di tutto il mondo, e di porre fine alle azioni che cerchino di legittimare e normalizzare il traffico di bambini.

“Una donna è un essere umano, non una macchina”, dichiara Shagufta Omar, Presidente pakistano dell’Unione internazionale delle donne musulmane. Continua: “staccare intenzionalmente la madre e il figlio l’una dall’altro è una violazione dei diritti umani di entrambi”.

“Non esiste un diritto al bambino e alle persone ricche deve essere vietato l’usare una donna come un’incubatrice vivente e portare via il bambino una volta nato e presentarlo poi come proprio” dice il Dr. Renate Klein, attivista da lungo tempo e coordinatrice di FINRRAGGE (Australia).

Tra le 16 organizzazioni che hanno aderito alla campagna di Stop Surrogacy Now c’è CoRP, una ONG francese che promuove i diritti umani e l’abolizione della pratica di maternità surrogata, essendo in contrapposizione alle convenzioni internazionali, come l’articolo 21 del consiglio di Europa sui diritti umani e la biomedicina, la cosiddetta “convenzione di Oviedo” che afferma: “il corpo umano e le sue parti, non devono mai dar luogo a guadagni finanziari”.

La Dr. Mia Fahlen, svedese, afferma: “Ho aderito a questa campagna per la lotta contro la maternità surrogata per combattere lo sfruttamento delle donne di tutto il mondo . Le conseguenze etiche, mediche e psicologiche sono molto più grandi di quanto siano state finora riconosciute.”

Noi invitiamo pertanto tutti ad unirsi a noi e ad aggiungere la propria firma per sostenere la campagna di Stop Surrogacy Now.

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